(AGI) – Roma, 11 feb. – “Il decreto Brunetta, anziche’ ‘anti fannulloni’, dovrebbe chiamarsi ‘anti cittadini’”, dice il ministro ombra Pd della Semplificazione, Beatrice Magnolfi, a proposito del testo di legge in votazione alla Camera. “Primo, la Class action nei confronti della P.A., da mesi sbandierata dal ministro, si svuota quasi del tutto e diventa una vera e propria presa in giro degli utenti. Come altro definire, altrimenti, una azione collettiva che – prosegue – non prevede il risarcimento economico di eventuali disservizi? Secondo, vengono escluse dalla Class action le azioni che riguardano i servizi piu’ utili per i cittadini, cioe’ tutti quelli sottoposti ad autorita’ di regolazione: i telefoni, il trasporto aereo e ferroviario, l’acqua, la luce. Allora, ci chiediamo, a che serve la Class action?”. “Terzo – prosegue l’esponente Pd – nel testo sono inspiegabilmente lievitate le spese dell’Agenzia per la valutazione dell’efficienza e della trasparenza della P.A., fino al raddoppio delle stesse, da 4 mln di euro a ben 8 mln ogni anno. Ma non dovevano tagliare la spesa pubblica?. Ultimo, nel testo non c’e’ nulla sulla semplificazione burocratica e non si parla mai di riforma delle procedure e di riorganizzazione degli uffici, le vere sfide per cambiare la P.A. dalla parte dei cittadini. L’ennesima prova, purtroppo – conclude – che questo governo continua a procedere con l’approvazione di misure che risultano essere nient’altro che proclami privi di contenuto”. (AGI)
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