(AGI) – Roma, 18 nov. – Per quanto riguarda gli adolescenti, telefonini (96,2%) e computer (93%) risultano essere strumenti indispensabili nella vita quotidiana degli adolescenti. Solo il 3,2% e il 5,4% affermano di non avere rispettivamente il telefonino o il Pc. Cosi’ come e’ oramai diffusa la navigazione sul web: nell’81,9% dei casi, i pc sono collegati ad Internet, mentre l’85,2% dei ragazzi ascolta musica con il proprio lettore mp3. Il 31% degli adolescenti utilizza il cellulare fino ad un’ora al giorno, il 15,3% da 1 a 2 ore, l’11,2% da 2 a 4 ore e addirittura il 30,8% dedica piu’ di 4 ore della propria giornata all’uso del cellulare. Il 42,4% guarda la Tv da 1 a 2 ore al giorno, il 24,7% la segue mediamente da 2 a 4 al giorno e addirittura il 9% la guarda per piu’ di 4 ore. I ragazzi trascorrono una parte consistente della propria giornata in Rete: il 26,5% naviga fino ad un’ora al giorno, il 22,5% da 1 a 2 ore, il 16,5% da 2 a 4 ore ed il 12,9% per piu’ di 4 ore al giorno. I giovani ascoltano poi musica con il proprio lettore mp3 fino ad un’ora al giorno nel 39,2% dei casi; lo stesso tempo viene dedicato al gioco con la console nel 26,1% dei casi. Il 32,2% e il 28,9% preferisce trascorrere rispettivamente fino ad un’ora e tra una e due al giorno guardando un film con il proprio lettore dvd. Internet e’ utilizzato soprattutto per la ricerca di informazioni di proprio interesse (90,5%) e di materiale per lo studio (80%). Diffusi inoltre, il download dal web di musica, film, giochi o video (72,5%) e la fruizione di filmati su You Tube (69%). Diffusa anche la consuetudine di chattare (69,4%). Un adolescente su due (50%) comunica tramite posta elettronica; il 51,9% preferisce la lettura dei blog. Ma come reagiscono i ragazzi se qualcuno conosciuto in Rete li infastidisce o li molesta? Il 58,4%, per troncare ogni contatto con il soggetto conosciuto in Rete, evita la chat, il forum o il sito dove l’ha conosciuto (13%) o comunque decide di non rispondere (45,4%). La soluzione adottata dal 19,8% degli adolescenti e’ quella invece di invitare il “molestatore” a non dare piu’ fastidio. Pochi preferiscono parlarne con un adulto (3,1%) o con un coetaneo (1,9%). Il 2,2% e’ invece convinto che non possa accadere nulla e continua la conversazione. (AGI)
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