Archivio per il ottobre, 2008

RUBO’ TELEFONINO AD UNA DONNA, STUDENTE DENUNCIATO A VIBO

venerdì, ottobre 31st, 2008

(AGI) – Vibo Valentia, 31 ott. – A distanza di sei mesi i carabinieri della stazione di Vibo Valentia sono riusciti a risalire all’autore del furto di un telefonino, che era stato sottratto ad una trentenne, N.M., impiegata, residente nella citta’ capoluogo. I militari dell’Arma, dopo aver ricevuto la denuncia, hanno chiesto i tabulati e attraverso i numeri di serie dell’apparecchio, che nel contempo continuava ad essere usato, sono riusciti ad incastrare il ladro. Si tratta di uno studente, all’epoca dei fatti ancora minorenne, che e’ stato denunciato con l’accusa di furto, mentre la donna che si e’ vista restituire il cellulare , ha ringraziato gli uomini dell’Arma per il loro impegno e la professionalita’. (AGI)

Cli/Ros

BRACCONAGGIO: LAC, SI VIETI COMMERCIO RICHIAMI ACUSTICI

venerdì, ottobre 31st, 2008

(AGI) – Roma, 31 ott. – Dilaga in tutta Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, “la caccia di frodo agli uccelli migratori, abbattuti da appostamenti nei quali i bracconieri attirano le prede con l’ausilio di micro-registratori che riproducono il canto di specie cacciabili e protette, collegati a casse di amplificazione del suono”. La denuncia arriva dalla Lega Abolizione caccia che sottolinea: “i micidiali strumenti sono particolarmente utilizzati in Provincia di Brescia, nel Delta del Po, in Campania, Puglia, Sicilia, Veneto, nelle piccole isole tirreniche, in Toscana e in Calabria, ma diffusi anche nel resto d’Italia”.

La Lega ricorda che “questa forma di bracconaggio e’ esplicitamente vietata dalla normativa statale sulla caccia”; che prevede un ammenda di competenza del giudice penale sino ad un massimo di 1500 euro per l’utilizzo di richiami acustici a funzionamento elettromagnetico durante l’attivita’ venatoria. “Nel 1997 la Corte di Cassazione ha qualificato come reato anche il mero possesso di questi dispositivi sui luoghi di caccia, pur se momentaneamente non in funzione. Ma mai come nel 2008 vi sono stati da parte degli organi di vigilanza venatoria (Polizie Provinciali, Corpo Forestale, guardie venatorie volontarie delle associazioni ambientaliste) cosi’ tanti sequestri giudiziari di dispositivi (commercializzati con modelli sempre piu’ sofisticati, ad es. muniti di radiocomando di accensione a distanza, o camuffati da cellulari, per sviare i possibili controlli negli appostamenti di caccia). Centinaia, da due mesi a questa parte, i sequestri di richiami elettoacustici assieme a migliaia di esemplari di piccoli uccelli protetti abbattuti”. E’ “colpa dell’incongruenza dei divieti – affermano alla LAC – ‘l’impiego di questi dispositivi e’ micidiale nell’attirare illegalmente le prede verso i capanni di caccia da dove vengono presi a fucilate in gran quantita’ ; il loro impiego e’ vietatissimo e comporta anche il sequestro delle armi e delle munizioni del cacciatore di frodo; ma nessuno si e’ mai premurato di vietarne anche il commercio” La Lega propone ai Ministeri competenti, Ambiente e Politiche Agricole in primis, di “prodigarsi per introdurre il divieto di commercio dei richiami elettroacustici radiocomandati, a cominciare dalle armerie e dai cataloghi specializzati di accessori per l’atttivita’ venatoria”.

(AGI)

Red/Mao

BRACCONAGGIO: LAC, SI VIETI COMMERCIO RICHIAMI ACUSTICI

venerdì, ottobre 31st, 2008

(AGI) – Roma, 31 ott. – Dilaga in tutta Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, “la caccia di frodo agli uccelli migratori, abbattuti da appostamenti nei quali i bracconieri attirano le prede con l’ausilio di micro-registratori che riproducono il canto di specie cacciabili e protette, collegati a casse di amplificazione del suono”. La denuncia arriva dalla Lega Abolizione caccia che sottolinea: “i micidiali strumenti sono particolarmente utilizzati in Provincia di Brescia, nel Delta del Po, in Campania, Puglia, Sicilia, Veneto, nelle piccole isole tirreniche, in Toscana e in Calabria, ma diffusi anche nel resto d’Italia”.

La Lega ricorda che “questa forma di bracconaggio e’ esplicitamente vietata dalla normativa statale sulla caccia”; che prevede un ammenda di competenza del giudice penale sino ad un massimo di 1500 euro per l’utilizzo di richiami acustici a funzionamento elettromagnetico durante l’attivita’ venatoria. “Nel 1997 la Corte di Cassazione ha qualificato come reato anche il mero possesso di questi dispositivi sui luoghi di caccia, pur se momentaneamente non in funzione. Ma mai come nel 2008 vi sono stati da parte degli organi di vigilanza venatoria (Polizie Provinciali, Corpo Forestale, guardie venatorie volontarie delle associazioni ambientaliste) cosi’ tanti sequestri giudiziari di dispositivi (commercializzati con modelli sempre piu’ sofisticati, ad es. muniti di radiocomando di accensione a distanza, o camuffati da cellulari, per sviare i possibili controlli negli appostamenti di caccia). Centinaia, da due mesi a questa parte, i sequestri di richiami elettoacustici assieme a migliaia di esemplari di piccoli uccelli protetti abbattuti”. E’ “colpa dell’incongruenza dei divieti – affermano alla LAC – ‘l’impiego di questi dispositivi e’ micidiale nell’attirare illegalmente le prede verso i capanni di caccia da dove vengono presi a fucilate in gran quantita’ ; il loro impiego e’ vietatissimo e comporta anche il sequestro delle armi e delle munizioni del cacciatore di frodo; ma nessuno si e’ mai premurato di vietarne anche il commercio” La Lega propone ai Ministeri competenti, Ambiente e Politiche Agricole in primis, di “prodigarsi per introdurre il divieto di commercio dei richiami elettroacustici radiocomandati, a cominciare dalle armerie e dai cataloghi specializzati di accessori per l’atttivita’ venatoria”. (AGI)

Red/Mao

CAMERA: TESSERE, VOLATILI E IMBECILLI. IL RITORNO DEI PIANISTI

giovedì, ottobre 30th, 2008

(AGI) – Roma, 30 ott. – “E ve la prendete con me, solo perche’ ho votato per la collega Sbai che era impegnata al telefonino?”. Le immagini del circuito chiuso confermano che si’, effettivamente, la vicina di banco di Giuseppe Consolo ha l’apparecchio in una mano e usa l’altra per riparare la bocca, come ormai usano fare tutti i politici che temono la lettura del labiale nelle trasmissioni tv. La scena suscita una nuova ondata di reazioni a tutto volume dentro l’Aula di Montecitorio, anche oggi teatro di una nuova pagina della lotta contro i ‘pianisti’, cioe’ i deputati che votano per uno o piu’ colleghi assenti. E siccome si vota infilando la mano nella ‘buca’ sullo scranno che nasconde i tasti per dire ’si’, no, astensione’, chi le usa entrambe in due postazioni assume una postura piu’ simile, per la verita’, alla gogna ma universalmente conosciuta, e da lungo tempo come si rammarica Rosy Bindi, come del pianista.

Una questione che ogni volta infiamma le polemiche in Aula. Oggi e’ appunto Rosy Bindi la presidente di turno e nello scambio d’accuse tra maggioranza e opposizione ci scappa anche un “voi” di troppo, nel rilevare per amor di polemica che c’e’ chi e’ piu’ abile di altri nel ‘peccare’ senza farsi cogliere con due tessere in funzione. Accade quando Italo Bocchino ritiene eccessivamente fiscale il controllo della presidenza di turno: “Lei, presidente, deve garantire la funzionalita’ dei lavori, non puo’ interrompere le votazioni ogni qual volta si accorge che qualcuno vota anche per qualcun altro”. La stessa Bindi in seguito conferma che un deputato non puo’ votare per altri se non per se stesso, e opera una correzione semantica: “Qui non ci sono ‘voi’, ma siamo tutti ‘noi’. Anche se in qualche modo ho colto la provocazione, se cosi’ possiamo dire, da parte del collega Bocchino”. E se nulla toglie, rileva ancora, che “se a questi metodi ricorre la maggioranza, con i numeri che conosciamo, questo e’ ancora piu’ grave”.

Tant’e’. Il Pd Giachetti segnala le irregolarita’ in atto e il leghista Dussin rifiuta a gran voce “lezioni di moralita’ dagli imbecilli”. Il clou della tensione, probabilmente. Fino a quando Furio Colombo invita Giuseppe Consolo “almeno per una volta, a non votare per altri colleghi”. La replica, con scusa-ammissione di colpa, viene preceduta da un’altra considerazione colorita da parte del deputato Pdl: “Il collega ha fatto una figura da volatile. Nessuna animosita’, solo una questione di nomen-omen”. (AGI)

Bal

P.A.: PROVINCIA VCO AVVIA CONTROLLI A CAMPIONE SU CELLULARI

giovedì, ottobre 30th, 2008

(AGI) – Verbania, 30 ott. – Un sistema di controllo a campione sul corretto utilizzo dei telefoni cellulari assegnati ai dipendenti. Lo promette la giunta provinciale del Verbano-Cusio-Ossola in ottemperanza a quanto disposto dalla Finanziaria 2008, che prevede anche, in un’ottica di riduzione delle spese di funzionamento della struttura, di limitare il numero complessivo delle utenze mobili. “Per queste utenze – spiega l’assessore provinciale al bilancio, Giuseppe Grieco – l’amministrazione ha sostenuto nel 2007 costi per 3.520,93 euro (escluse le tasse governative) e 4.101,94 euro (escluse le tasse governative) nei primi cinque bimestri di quest’anno. Questi costi, gia’ di importo modesto, saranno ulteriormente contenuti”. (AGI)

Cli/Chc

TELIT: ACQUISISCE LA FRANCESE ONE RF TECHNOLOGY

giovedì, ottobre 30th, 2008

(AGI) – Milano, 30 ott. – Telit Communication, societa’ quotata all’Aim di Londra, acquisisce One RF Technology, azienda francese produttrice di soluzioni ZigBee, tecnologia innovativa che consente la trasmissione dati a corto raggio. La tecnologia di One RF – informa una nota – permettera’ a Telit di soddisfare la domanda di quei segmenti del mercato m2m (da macchina a macchina, da oggetto a oggetto) che richiedono soluzioni integrate che utilizzano tecnologie a corto raggio e cellulare. Di particolare interesse – spiegano gli esperti – l’applicazione di questa tecnologia nella lettura dei contatori intelligenti di elettricita’ e gas.

L’acquisizione di One RF e’ stata finalizzata all’emissione di 1.300.000 nuove azioni ordinarie del capitale di Telit del valore nominale di un pence. Il totale del capitale circolante di Telit, in seguito all’emissione delle nuove azioni e’ di 44.514. 281 azioni ordinarie del valore nominale di un pence ciascuna, ognuna con diritto di voto. (AGI)

Pag

RUBA BORSA A SIGNORA IN CHIESA OSPEDALE COSENZA, DENUNCIATO

giovedì, ottobre 30th, 2008

(AGI) – Cosenza, 30 ott. – Agenti della squadra volante della polizia di Cosenza hanno denunciato, in stato di liberta’, A.B., 29 anni, perche’ responsabile di furto aggravato di una borsa contenente un telefonino e 190 euro in banconote di vario taglio. Alle 9 circa di ieri mattina, all’interno della cappella della chiesa dell’Ospedale Civile di Cosenza, veniva rubata la borsa ad una signora di mezza eta’, intenta a pregare. Accortasi del furto, la donna ha dato l’allarme, richiamando gli agenti del posto fisso presso l’ospedale. Gia’ dopo circa mezzora la ladra veniva rintracciata da personale della squadra volante ed accompagnata in questura. Sottoposta a perquisizione personale, e’ stata trovata in possesso delle banconote sottratte poco prima dalla borsa della malcapitata. Non ritrovato invece il telefonino. La donna, con diversi precedenti di polizia, e’ stata deferita all’autorita’ giudiziaria. (AGI)

Cli/Ros

SCUOLA: VELTRONI, GOVERNO SBAGLIA SE NON ASCOLTA SOCIETA’

giovedì, ottobre 30th, 2008

(AGI) – Roma, 30 ott. – “Per me e’ naturale stare qui. E’ importante che ci sia tanta gente, tante persone, anche di orientamenti politici cosi’ differenti, anche lo Snals”. Walter Veltroni cammina a fatica tra largo S. Susanna e Piazza Barberini. Poche centinaia di metri (il leader Pd viene dalla riunione alla Camera degli ‘autoconvocati’ e poi lo aspetta un aereo per presentare il suo libro a Madrid) stretto dalla ressa di cronisti e cameraman ma, soprattutto, dall’entusiasmo di chi lo vede e vuole salutarlo.

Strette di mano, foto con i telefonini, dal bordo del cordone che lo protegge dalla calca ma anche fianco a fianco, per i temerari che si infilano e gli si mettono al fianco per una foto piu’ personalizzata. Grida di incitamento, ad andare avanti, a non mollare. Una replica in scala del bagno di folla nella marea umana che si e’ riversata in strada lo scorso sabato, per la manifestazione del Pd contro il governo.

Oggi si parla di scuola e il messaggio per Palazzo Chigi e’ chiaro: “Spero che le tante persone che si raccoglieranno per firmare il referendum – incalza – spingeranno il governo a ritirare queste misure. Me lo auguro, perche’ un governo sbaglia quando non ascolta la voce della societa’ che si trova – sottolinea – ad amministrare pro tempore”. (AGI)

Bal (Segue)

TUMORI: A NERI PREMIO SWISS BRIDGE PER STUDI SU ANGIOGENESI

giovedì, ottobre 30th, 2008

(AGI) – Siena, 30 ott. – Il Professor Dario Neri, Presidente del Gruppo Philogen S.p.A., societa’ che opera nel settore delle biotecnologie, e’ uno dei tre vincitori del prestigioso premio SWISS BRIDGE Award 2008. Neri, che si occupa di Biologia Macromolecolare presso l’Istituto di Scienze Farmaceutiche del Politecnico Federale di Zurigo (Institut fur Pharmazeutische Wissenschaften der ETH Zurich), ha ricevuto il premio per la sua ricerca su una nuova generazione di anticorpi ricombinati con farmaci antitumorali. Il lavoro di ricerca del Professor Neri e’ incentrato, da molti anni, sullo sviluppo di farmaci a base di anticorpi monoclonali, da utilizzare per la terapia del cancro e di altre malattie associate allo sviluppo di nuovi vasi sanguigni (”angiogenesi”). Il Professor Dario Neri, con i fratelli Duccio e Giovanni Neri, e’ il co-fondatore di Philogen, un gruppo farmaceutico italo-svizzero che ha portato cinque nuovi farmaci anti-tumorali in sperimentazione in Italia, in Germania e in Gran Bretagna. I tre prodotti piu’ avanzati (L19-131I, L19-TNF e L19-IL2) sono attualmente in Fase II, in trials clinici multicentrici. Dal 2000, lo Swiss Bridge Award, promosso dall’omonima Fondazione, – associata con la Lega Svizzera per la lotta contro il cancro (Swiss Cancer League) e con l’International Union Against Cancer (UICC) – viene conferito ogni anno per sostenere i progetti d’eccellenza nella ricerca contro il cancro. Il premio, infatti, viene assegnato a sostegno degli studi di “ricerca translazionale”, quegli studi orientati al miglioramento del trasferimento delle conoscenze dall’ambito pre-clinico a quello clinico, ovvero alle applicazioni mediche per la cura del cancro. Il gruppo del Professor Neri studia in particolare i cosiddetti anticorpi monoclonali, una terapia antitumorale che utilizza questi anticorpi che riconoscono e possono localizzare i maker di angiogenesi nei vasi sanguigni di nuova formazione (cd. vascular targeting). In laboratorio e’ infatti possibile “armare” questi anticorpi con farmaci in grado di distruggere i vasi sanguigni neoformati. Gli anticorpi caricati da questi farmaci funzionano come veicolo di trasporto che dirige il farmaco direttamente sulle cellule tumorali, bloccando la crescita dei vasi sanguigni all’interno del tumore, senza nuocere i vasi normali. Questa branca della ricerca richiede la combinazione di tecniche di chimica, biologia cellulare e biologia molecolare per riuscire a moltiplicare, individuare la struttura tridimensionale e determinare la funzione di determinate proteine. Il successo di questa terapia, pero’, e’ limitato da due fattori: la varieta’ di strutture sulla superficie delle cellule tumorali e la difficolta’ che questi farmaci incontrano nel raggiungere l’interno del tessuto tumorale. (AGI)

Red/Pgi

BIMBI E CELLULARE, SEMPRE PIU’ DIFFUSO MA LO VOGLIONO GENITORI

mercoledì, ottobre 29th, 2008

(AGI) – Milano, 29 ott. – Cellulare sempre piu’ diffuso tra i piu’ piccoli, tanto che un bambino su sei delle scule elementari ne posseggono uno, anche per rispondere alle esigenze di sicurezza dei loro genitori. E’ quanto emerge da due studi collegati condotti dalle Universita’ La Sapienza di Roma e la Cattolica di Milano. I due studi dimostrano quanto il telefonino rappresenti, in una fase preadolescenziale, una sorta di cordone ombelicale tra genitori e figli. Se infatti solo il 20% degli alunni di seconda elementare possiede un cellulare, la percentuale cresce con il passare degli anni fino ad arrivare al 90% tra i ragazzini di terza media. Gli stessi ragazzini riconoscono che il telefonino sarebbe piu’ utile in eta’ avanzata. “Questo dimostra – sostiene Anna Maria Ajello, ordinario di Psicologia dell’Ecudazione alla Sapienza – quanto l’uso del cellulare nei piu’ piccoli sia in prevalenza indotto dai genitori. Mamma e papa’ tendono cosi’ a considerarsi i referenti assoluti dell’educazione dei propri figli”. (AGI)

Red/Dan/Car

MEREDITH: DIFESA SOLLECITO, SU ‘CONCORSO’ VUOTA TESI ACCUSA

mercoledì, ottobre 29th, 2008

(AGI) – Perugia, 29 ott. – “Credo di poter dire sin da ora in base ad una serie di elementi che emergono che un elemento della ricostruzione accusatoria che rimane vuoto di prove e’ proprio quello della conoscenza tra i 3″. Cosi’, dopo la lettura del provvedimento da parte del Gup Paolo Micheli, si era espressa ieri sera l’avvocato Giulia Bongiorno del collegio difensivo di Raffaele Sollecito. Effettivamente, scorrendo le fonti di prova elencate nel decreto di rinvio a giudizio emesso dopo oltre 11 ore di camera di consiglio contestualmente alla sentenza relativa al rito abbreviato, balza agli occhi la mancanza del testimone Hekuran Kokomani (l’elenco delle fonti di prova comprende verbali di sopraluogo, ispezione perquisizione e sequestro, atti relativi agli incidenti probatori, annotazioni di polizia giudiziaria, relazioni peritali, accertamenti compiuti sul traffico telefonico cellulare e dalla polizia scientifica, dichiarazioni rese da persone sentite dagli inquirenti, scritti, dichiarazioni spontanee ed interrogatori degli imputati, fino alla deposizione resa in udienza preliminare dalla biologa Stefanoni – n.d.r.). L’albanese, sentito 2 volte dagli inquirenti, aveva asserito di avere visto insieme i tre imputati la sera del delitto davanti alla casa e con atteggiamento quanto meno ’sospetto’ (Amanda avrebbe impugnato un coltello) ed era stato presentato dall’accusa come un elemento chiave. Su tale circostanza la valutazione della difesa di Sollecito, pensando al processo che si andra’ ad aprire il 4 dicembre prossimo, fin da ieri sera e’ stata ottimistica “su questo ci sentiamo di dire che l’esclusione di Kokomani e’ un punto a nostro favore – ha detto la Bongiorno – era scritto che l’unico elemento che dimostrava la conoscenza tra i 3 era Kokomani, pertanto si assumeva come soggetto che avrebbe dovuto dare una prova importante, un testimone cosi’ importante che addirittura viene sentito in abbreviato, ritenuto decisivo per l’udienza preliminare, scompare dalle fonti di prova”. (AGI)

Cli/Pg/Sma (Segue)

MEREDITH: DIFESA SOLLECITO, SU ‘CONCORSO’ VUOTA TESI ACCUSA

mercoledì, ottobre 29th, 2008

(AGI) – Perugia, 29 ott. – “Credo di poter dire sin da ora in base ad una serie di elementi che emergono che un elemento della ricostruzione accusatoria che rimane vuoto di prove e’ proprio quello della conoscenza tra i 3″. Cosi’, dopo la lettura del provvedimento da parte del Gup Paolo Micheli, si era espressa ieri sera l’avvocato Giulia Bongiorno del collegio difensivo di Raffaele Sollecito. Effettivamente, scorrendo le fonti di prova elencate nel decreto di rinvio a giudizio emesso dopo oltre 11 ore di camera di consiglio contestualmente alla sentenza relativa al rito abbreviato, balza agli occhi la mancanza del testimone Hekuran Kokomani (l’elenco delle fonti di prova comprende verbali di sopraluogo, ispezione perquisizione e sequestro, atti relativi agli incidenti probatori, annotazioni di polizia giudiziaria, relazioni peritali, accertamenti compiuti sul traffico telefonico cellulare e dalla polizia scientifica, dichiarazioni rese da persone sentite dagli inquirenti, scritti, dichiarazioni spontanee ed interrogatori degli imputati, fino alla deposizione resa in udienza preliminare dalla biologa Stefanoni – n.d.r.). L’albanese, sentito 2 volte dagli inquirenti, aveva asserito di avere visto insieme i tre imputati la sera del delitto davanti alla casa e con atteggiamento quanto meno ’sospetto’ (Amanda avrebbe impugnato un coltello) ed era stato presentato dall’accusa come un elemento chiave. Su tale circostanza la valutazione della difesa di Sollecito, pensando al processo che si andra’ ad aprire il 4 dicembre prossimo, fin da ieri sera e’ stata ottimistica “su questo ci sentiamo di dire che l’esclusione di Kokomani e’ un punto a nostro favore – ha detto la Bongiorno – era scritto che l’unico elemento che dimostrava la conoscenza tra i 3 era Kokomani, pertanto si assumeva come soggetto che avrebbe dovuto dare una prova importante, un testimone cosi’ importante che addirittura viene sentito in abbreviato, ritenuto decisivo per l’udienza preliminare, scompare dalle fonti di prova”. (AGI)

Cli/Pg/Sma (Segue)

ALLUVIONE CAGLIARI: COOP POGGIO PINI, DIGA E’ INDISPENSABILE

mercoledì, ottobre 29th, 2008

(AGI) – Cagliari, 29 ott. – Non dev’essere abbattuta la diga dei Poggio dei Pini, vicino a Capoterra (Cagliari), svuotata per ragioni di sicurezza nei giorni successivi all’alluvione del 22 ottobre scorso. Ne e’ convinto il presidente della Cooperativa Poggio dei Pini, Giovanni Calvisi, che gestisce la lottizzazione dove vivono 680 famiglie, per un totale di poco piu’ di 1.900 abitanti.

Rispetto ai vicini centri di Frutti d’oro 2 e Rio San Girolamo, i piu’ colpiti dal nubifragio, Poggio, dove pure sono morte due persone (l’ingegnere dell’Asl di Cagliari Antonello Porcu, 54 anni, e sua suocera Licia Zucca, di 77) ha riportato danni contenuti anche per la presenza della diga, secondo il presidente della cooperativa, che stamane ha incontrato i giornalisti per fare il punto sulla situazione. L’opera, progettata su una stima massima di 170 metri cubi d’acqua al secondo, ha retto all’impatto delle forti precipitazioni di una settimana fa, pari ad almeno 500 metri cubi al secondo, attenuando la quantita’ d’acqua e altro materiale che altrimenti avrebbero contribuito ad alimentare la valanga di fango che si e’ riversata piu’ a valle.

A parte cantine e scantinati allagati, gli abitanti della lottizzazione – rimasti isolati senza luce, acqua e telefoni nei giorni immediatamente successivi all’evento calamitoso – condividono con gli altri residenti della zona piu’ colpita l’emergenza fognature. “Le condotte sono saltate lungo 7-8 chilometri”, ha ricordato Calvisi, precisando che d’intesa con i tecnici e con il comune di Capoterra sono allo studio soluzioni per scongiurare problemi igienico-sanitari. “Ma sono necessarie strutture definitive, non soluzione tampone”.(AGI)

Red-