TUMORI: STUDIO SVELA MECCANISMO DI RESISTENZA A TAMOXIFENE
martedì, febbraio 19th, 2008(AGI) – Roma 19 feb. – Uno studio ha svelato uno dei meccanismi di resistenza al trattamento con Tamoxifene nel cancro al seno. I ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) aggiungono un nuovo tassello alla comprensione dei meccanismi molecolari coinvolti nella resistenza alla ormonoterapia nei tumori mammari. Lo studio, finanziato dall’Associazione Italiana Ricerca Cancro (AIRC) e Ministero della Salute pubblicato sulla rivista PloS ONE, e’ frutto di una collaborazione tra il gruppo diretto dalla dr.ssa Rita Falcioni del Laboratorio di Oncogenesi Molecolare del Centro Ricerca Sperimentale IRE, la dr.ssa Marcella Mottelese del Laboratorio di Anatomia ed Istologia Patologica diretta dal Prof. Raffaele Perrone Donnorso e le dr.sse Allessandra Fabi, Cecilia Nistico’ e Patrizia Vici del Dipartimento di Oncologia Medica IRE. Questo studio si e’ rivelato di particolare importanza perche’ ha permesso di individuare in vivo un meccanismo molecolare di resistenza al trattamento ormonale con Tamoxifene e di classificare un sottogruppo di pazienti nelle quali il trattamento con questo farmaco e’ risultato meno efficace. Il Tamoxifene, antagonista degli estrogeni, rimane ancora oggi uno dei farmaci piu’ diffusi nel trattamento ormonale dei tumori mammari. Nonostante l’enorme e ben documentata efficacia di questo farmaco, ci sono alcuni tumori che, attraverso meccanismi non ancora del tutto noti, sono resistenti all’ormono-terapia. In questi tumori la chinasi PI3K, coinvolta nei processi di sopravvivenza e proliferazione cellulare, e’ molto attiva ed e’ stato ipotizzato che potrebbe essere implicata nei meccanismi di resistenza al trattamento ormonale. “Nel tentativo di comprendere il meccanismo molecolare che e’ alla base della resistenza al trattamento con Tamoxifene – spiegano Rita Falcioni e Marcella Mottolese – abbiamo analizzato un pannello di linee cellulari derivate da tumore mammario e 232 carcinomi mammari derivati da pazienti sottoposte a chirurgia e successivamente trattate con ormonoterapia tramite Tamoxifene per cinque anni. Lo studio ha messo in evidenza che il sottogruppo di tumori particolarmente resistente all’ormonoterapia presenta un’elevata espressione di Erb-B3 e PI3K e non esprime il recettore per gli estrogeni di tipo b1. I nostri risultati indicano quindi che sia ErbB-3 che il recettore per gli estrogeni di tipo b1 sono clinicamente rilevanti nel predire la risposta al trattamento con Tamoxifene”. Il prossimo passo da compiere, annuncia l’esperta, “sara’ quello di validare questi dati su un campione piu’ ampio e prospettico di pazienti affette da carcinoma della mammella sottoposte a terapia con Tamoxifene dopo chirurgia”. (AGI)
Red/Pgi
