CONCORSI: PASSO’ COMPITI, PENA RIDOTTA A COMMISSARIO PALERMO
giovedì, dicembre 20th, 2007(AGI) – Palermo, 20 dic. – Passare il compito al candidato non e’ abuso d’ufficio, ma sempre reato e’: lo ha stabilito la quarta sezione della Corte d’appello di Palermo, che ha dimezzato la pena (da otto a quattro mesi) inflitta a Liborio Sabatino, presidente dell’Ordine degli avvocati di Termini Imerese, imputato nella qualita’ di componente della commissione esaminatrice del concorso per l’abilitazione alla professione forense, tenuto nel capoluogo siciliano nel 2000. E’ caduta cosi’ anche l’interdizione dai pubblici uffici e Sabatino potra’ conservare il posto di vertice e di rappresentanza dell’Ordine termitano. Pena ridotta anche a un altro imputato, Michele D’Anna, che ha avuto tre mesi, come un altro candidato, Sergio Soldo.
Nel dicembre 2000 Sabatino era finito sotto inchiesta dopo la singolare iniziativa di un candidato che, stanco di essere bocciato agli esami e sentendosi discriminato, aveva effettuato riprese durante lo svolgimento dei temi, alla Fiera del Mediterraneo di Palermo, con una videocamera nascosta dentro lo zainetto. Il video non e’ stato determinante ma aveva evidenziato che il commissario si era avvicinato ad alcuni candidati, tra cui Soldo e D’Anna, dando l’impressione di passare loro un foglio. Il pm di primo grado, Fabrizio Vanorio, oltre a raccogliere testimonianze, aveva fatto effettuare una consulenza sui cellulari ed era emerso che Sabatino aveva preso contatto, nei giorni e nelle ore in cui si svolgevano i temi, con colleghi e professori universitari, evidentemente consultati per rispondere ai quesiti posti con i compiti. Due temi erano risultati perfettamente identici l’uno con l’altro. Era stata cosi’ violata una norma contenuta in una legge del 1925 che disciplina la regolarita’ dei concorsi pubblici. In primo grado la condanna era stata a otto mesi, ma in appello gli avvocati Ninni Reina (che assiste Sabatino) e Raffaele Restivo, legale degli altri due, hanno dimostrato che l’abuso d’ufficio, cioe’ l’avere avvantaggiato i candidati dal punto di vista patrimoniale, non puo’ essere configurato, perche’ quando si diventa avvocati non e’ certo se si guadagnera’ o meno e la legge prevede che il vantaggio economico debba essere immediato e diretto. Da qui la riduzione di pena. Dei candidati sospettati di avere copiato (alcune posizioni furono archiviate) solo Sergio Soldo e’ riuscito a superare il concorso, grazie a un ricorso al Tar. Il concorrente con la videocamera fu invece bocciato e non ha piu’ riprovato a diventare avvocato. (AGI)
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