INTERCETTAZIONI: MASTELLA, FILIPPO NERI E IL POLLO SPENNAT0…
domenica, luglio 29th, 2007(AGI) – Palermo, 29 lug. – Le intercettazioni e San Filippo Neri. Il “filo rosso” lo trova il ministro alla Giustizia, Clemente Mastella, oggi a Palermo, raccontando ai giornalisti un aneddoto: “Una persona ando’ da San Filippo Neri a confessarsi perche’ parlava sempre male degli altri. Don Filippo, allora, gli diede come penitenza di spennare un pollo. ‘Poi ritorna da me’, gli disse. Il peccatore ritorno’ trionfante: ‘Tutto fatto’. Ma il futuro santo a sorpresa gli rispose: ‘Ora vai a recuperare le penne’. Quello interdetto, disse fra se’: ‘Ma come faccio, questo e’ un po’ matto’”. La morale per Mastella e’ la seguente: “Come si fa a recupare il danno provocato dalle ingiurie, dalle calunnie, da cio’ che non doveva essere intercettato perche’ non aveva alcuna rilevanza. Tutto questo non lo recuperi piu’”. Da questo punto di vista, spiega il ministro, “occorre, o l’espiazione, ma laicamente non la suggerisco, oppure riportate tutto a saggezza democratica, a virtu’ di natura legale. Cio’ non significa frenare l’attivita’ investigativa, fondamentale in citta’ come Palermo. Pero’, che vengano fuori gli Sms se uno parla con la fidanzata o con l’amica, questo e’ un’altra cosa”. Anche il giornalimo italiano, per il Guardasigilli, “deve essere non di risulta, non di raccolta di detriti. Se fate investigazioni e’ giusto, come fa il giornalismo americano. Ma se accade che qualcuno da’ le carte come e’ capitato con me a Catanzaro, diffondendo financo il mio numero di telefonino, tanto che lo hanno anche i 44 mila carcerati per diversi dei quali firmo ogni giorno il 41 bis, tutto diventa sciocco e abnorme. Una bestemmia sul piano della cultura giuridica”. (AGI)
Mrg/Fur
