(AGI) – Torino, 26 mag. – “Certo e’ piu’ difficile oggi annunciare il Vangelo, perche’ quando io ero giovane viceparroco, 50 anni fa, a Montemagno, per i ragazzi di quel paese (1000 abitanti) uscire di casa voleva dire andare all’oratorio. Non c’era altro posto dove andare, nessuno aveva la macchina, nessuno aveva il cellulare. Non c’era neanche la televisione in casa: c’era all’oratorio e nei bar. E non venivano a vedere la televisione perche’ i programmi erano solo serali. Quindi era facile allora, perche’ i ragazzi vivevano col prete tutti i giorni dell’anno, fuori dalla scuola, al pomeriggio, dal 1′ gennaio al 31 dicembre. Oggi non e’ piu’ cosi’”. Sul filo dei ricordi, il Cardinale Severino Poletto, Arcivescovo di Torino, alla vigilia delle celebrazioni per il suo 50′ di Sacerdozio (23 da prete e 27 da vescovo), commenta le difficolta’ di oggi nell’”annunciare il Vangelo”. “E’ difficile radunare, convocare, tenere i ragazzi dopo la cresima. E’ difficile avere gruppi giovanili, che perseverino nel cammino di fede. E’ difficile avere famiglie unite.
Cinquanta anni fa non c’era nessuno che si separava, oggi di separati e divorziati ce n’e’ una valanga”. “Ma questo – ammonisce il Cardinale – non vuol dire che la Chiesa vada male, che il Signore fallisca. Il Signore non fallisce. In quanto a noi, dobbiamo accettare quanto sta accadendo. Anche in passato l’ umanita’ e’ sempre andata un po’ alla deriva, poi il Signore l’ha richiamata sulla strada buona. Alla fine, pero’, il Signore ci chiedera’ conto, ma solo alla fine. Percio’ e’ saggezza pensarci prima”. Domani, nella sua omelia, durante la Santa Messa, alle 16.30, nella Chiesa del “Santo Volto”, l’Arcivescovo di Torino comunichera’ ai fedeli, per l’ occasione, la sua memoria umana e sacerdotale. Dedichera’ un affettuoso ricordo ai suoi genitori, che lo “educarono alla fede fin da piccolo”, in particolare raccontera’ della mamma, “semplice donna di campagna illetterata, che, il giorno di pentecoste, diceva ai figli -Oggi dovete andare a sentire due volte la Messa-”.
Poi la sua memoria si soffermera’ sul periodo trascorso in seminario, a Casale Monferrato, dove fu “contagiato” da un “virus positivo”: la “missionarieta’”, che, dice, “ha segnato tutta la mia vita di prete e di vescovo”. Ordinato Vescovo a Casale Monferrato da Monsignor Angrisani, il 29 giugno del 1957, fu per quindici anni parroco di Casale Monferrato, poi Vescovo di Fossano, di Asti e infine Arcivescovo di Torino.
Domani sara’ distribuito un volume, edito dalla Diocesi per l’Anniversario, nel quale sono contenute, tra l’altro, una lettera di Benedetto XVI, indirizzata al Cardinal Poletto per la ricorrenza, altre missive del Cardinal Sodano e del Cardinal Bertone, oltre a tutti gli interventi pastorali dell’ Arcivescovo di Torino dal 2000 al 2007.(AGI) Cli/Chc 261617 MAG 07
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