CONIUGI MARTINONI: QUASI CERTO OMICIDIO-SUICIDIO
giovedì, novembre 30th, 2006(AGI) – Como, 30 nov. – Sembrano non lasciare dubbi gli accertamenti condotti oggi dai carabinieri sotto il coordinamento del Sostituto Giulia Pantano della Procura di Como: il “Giallo dell’Alto Lario”, la morte dei coniugi Martinoni, si risolverebbe in un uxoricidio-suicidio. Non vi sarebbero, infatti, altri elementi per pensare all’intervento di una terza persona. Tuttavia una risposta definitiva potra’ arrivare solo dagli esami “non ripetibili” sollecitati dal magistrato inquirente ai Ris di Parma: accertare se tra quelle rilevate sull’auto di Adalgisa Montini, su quella di Achille Martinoni, nel garage di lui, vi siano impronte digitali “estranee” e, soprattutto, se ve ne siano di gia’ registrate nella banca dati criminale.
Stesso quesito per quanto riguarda il bossolo recuperato nel garage del 45enne di Catasto di Garzeno (Como): qui si dovra’ accertare se appartenga alla Beretta 7,65 comperata dall’uomo nel marzo scorso e ritrovata ieri pomeriggio insieme ai due cadaveri nella diroccata baita di Montespluga. Intanto l’autopsia, inizialmente prevista per oggi, e’ slittata a domani. Sara’ eseguita dall’anatomopatologo Giovanni Scola dell’ospedale Sant’Anna di Como che oggi e’ ricevuto il conferimento di incarico riservandosi due mesi prima di consegnare la sua dettagliata relazione. Ma gia’ domani pomeriggio fornira’ al Sostituto Pantano le prime risposte. Nel contempo e’ confermato che la 37enne operaia della Falck di Dongo e’ stata uccisa con un colpo di pistola alla testa all’alba di martedi’ 14 novembre. Il proiettile, come riferisce il medico legale che oggi ha compiuto una seconda visita esterna sui due corpi, ha fracassato il cranio uscendo dall’altra parte per conficcarsi nella portiera della Seicento gialla della donna. E’ quindi verosimile che Adalagisa sia morta gia’ quella mattina, alle 5.30, un attimo prima che dal suo cellulare partisse una chiamata a vuoto verso il telefonino dell’amichetto della figlia 15enne: probabilmente e’ stato schiacciato il tasto di chiamata inavvertitamente mentre Achille caricava sulla sua Alfa 146 il corpo ormai esanime dell’ex consorte. Lui si e’ tolto la vita allo stesso modo: con un colpo alla tempia, forse la sera stessa di quel martedi’.(AGI)
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