(AGI) – Milano, 26 ott. – ‘Ordinava’ adolescenti che venivano prelevati da un orfanotrofio in Romania, portati in Italia da un uomo di ‘fiducia’ e qui’ avviati al furto nei supermercati. Dopo oltre un anno di indagini, coordinate dal pm milanese, Ester Nocera, e dal comandante della Polizia locale, Tullio Mastrangelo, quella che e’ emersa nell’ambito dell’Operazione Save e’ l’attivita’ di un’organizzazione criminale ben strutturata dedita alla ricettazione di merci sottratte dai minori romeni in svariati punti vendita di Milano e Provincia, tutti della catena Esselunga. A capo dell’organizzazione, il rumeno Adrian Marius Bardasu: e’ lui a chiedere ad un complice in Romania di adescare i ragazzi che vivono in quello che e’ stato definito dalla pm “un profondo degrado”. Senza particolari leve, i ragazzi, poco piu’ che quindicenni, vengono convinti a trasferirsi in Italia con la promessa di un lavoro e di un guadagno; a portarli nel milanese, un uomo di fiducia di Bardasu, oggi in custodia cautelare e in attesa di giudizio. Una volta in Italia, i ragazzi vengono alloggiati in un appartamento di Cinisello Balsamo e costretti al furto per ripagare quello che viene loro presentato come un debito: il viaggio dalla Romania in Italia, l’affitto e il vitto. Si tratta di uno sfruttamento per il compimento di illeciti condotto sotto la perenne minaccia della punizione e delle percosse. A ognuno di loro, Bardasu consegna un cellulare al quale li contatta durante la giornata per commissionare i furti: quale tipo di merce, in quali quantita’ e in quale punto vendita. Lo stesso rumeno, infatti, secondo quanto riferito dagli inquirenti, pare seguire delle commesse a monte. I prodotti richiesti sono cd, dvd, profumi, piccoli elettrodomestici, liquori, vini pregiati, parmigiano, zafferano. Le indagini sulla destinazione delle merce rubata sono ancora aperte, ma pare chiaro che parte di questa andasse a rifornire gli scaffali di due esercizi commerciali in Romania dello stesso Bardasu e della sua compagna. Durante i controlli, i pedinamenti e le intercettazioni, si riesce a far luce anche su una seconda vicenda collegata: al Bardasu, infatti, sono affidati direttamente dalla madre Isabela Moisescu, e dal suo compagno, Florian Hanzu, due dei tre figli di lei: la richiesta al connazionale e’ di addestrarli al furto. I due, di 16 e 19 anni, vengono poi indotti dalla prostituzione da madre e compagno della madre per ripagare il debito con Bardasu. I responsabili sono stati tutti catturati e alcuni gia’ condannati, nel caso di Bardasu per il reato di ‘tratta di persone’, con pene che vanno dai 12 anni ai 5 anni di reclusione. Dieci i minori coinvolti identificati e collocati in comunita’ protette, 23 i maggiorenni ma l’ipotesi e’ che, negli anni, siano stati molti di piu’ i ragazzi vittime della tratta e dello sfruttamento. Dopo aver ripagato il debito, infatti, erano liberi di andare per la propria strada. Mille, circa, i pezzi di refurtiva recuperati. (AGI) Mi5