BIOLOGIA: SVELATO IL GENOMA DEL TARTUFO NERO
(AGI) – L’Aquila, 29 mar. – Un grande balzo in avanti nella comprensione della biologia di uno dei funghi piu’ preziosi, il tartufo nero pregiato, e’ stato realizzato attraverso il sequenziamento del suo genoma. Tra gli autori della ricerca figurano i professori Michele Miranda e Giovanni Pacioni, dei Dipartimenti di Biologia di Base ed Applicata e di Scienze Ambientali dell’Universita’ dell’Aquila, da molti anni proficuamente impegnati nello studio della biologia dei tartufi. In questo caso, coadiuvati dai dottori Antonella Bonfigli, Sabrina Colafarina ed Osvaldo Zarivi, essi hanno potuto definire la struttura e la espressione di oltre cento geni coinvolti in alcuni aspetti del ciclo cellulare e nei meccanismi dello sviluppo e della formazione dei tartufi. L’importante risultato e’ stato possibile grazie ad una rete di ricerca Franco-Italiana, coordinata in Francia dal Centro INRA di Nancy e in Italia dai gruppi CNR-Universita’ di Torino e Universita’ di Parma, pubblica oggi sull’edizione on line di Nature (28marzo 2010) i risultati del sequenziamento genomico del tartufo nero Tuber melanosporum. La ricerca apre scenari del tutto nuovi sulla biologia di questo fungo misterioso, spiegando i processi che portano alla formazione del prezioso “tubero” e i meccanismi evolutivi che controllano la simbiosi con le radici delle piante (”micorriza”). La scelta del tartufo nero e’ stata dettata dall’importanza agro-alimentare e culturale di questo fungo per molti paesi mediterranei, in particolare Francia e Italia. Frutto di 5 anni di lavoro, il primo genoma di un fungo commestibile, il tartufo nero, e’ finalmente disponibile. Il sequenziamento, coordinato da Francis Martin, direttore del laboratorio di ‘Ecogenomics of Interactions’ dell’INRA di Nancy, e’ stato condotto da Genoscope, il centro di ricerca francese dedicato ai sequenziamenti genomici, ed e’ stato analizzato e interpretato grazie ad un consorzio di 50 ricercatori francesi e italiani. Il progetto, presentato a Torino nell’aprile del 2007, ha richiesto un’analisi fine e dettagliata del genoma fungino, che in Italia ha coinvolto oltre ai gruppi di Parma e di Torino, ricercatori del CNR di Perugia e delle Universita’ di Bologna, Roma, Urbino ed appunto L’Aquila. Dal punto di vista genomico, i risultati piu’ sorprendenti dell’indagine sono in primo luogo quelli quantitativi. Con una dimensione pari a 125 milioni di coppie di basi, il genoma del tartufo nero e’ il piu’ grande tra quelli dei funghi fino ad oggi sequenziati. Sequenze ripetute riconducibili a elementi genetici mobili (”trasposoni”), che rappresentano il 58% dell’intero genoma, sono responsabili di questa massiccia quantita’ di DNA. I geni che codificano per proteine sono 7500 e di questi circa 6000 trovano corrispondenza con i geni di altri funghi. (AGI) Com/Ett