ANTONVENETA: FIORANI, MORTE CIVILE, POTREI PENSARE FARLA FINITA
(AGI) – Milano, 24 feb. – Quindi Fiorani ha ricordato la cena del 19 giugno a casa Fazio durante la quale l’ex governatore gli annuncio’ un’ispezione, ma “morbida”, che servisse come “benedizione” all’operazione. Ma non fu cosi’ perche’ all’interno della Banca d’Italia c’era un fronte che si opponeva al governatore. Fiorani pero’ gli credette anche perche’, ha spiegato, “in passato altre ispezioni erano in qualche modo state pilotate come inizialmente doveva essere quella alla Bp” che, secondo quanto Fazio avrebbe riferito a Fiorani, sarebbe stata “tirata per le lunghe” per consentire all’istituto guidato da Cesare Geronzi di sistemare cio’ che non andava. “Fazio per me era Bankitalia”, ha sottolineato l’ex banchiere di Lodi, “non mi preoccupavo del fronte interno che lo osteggiava”. Sempre nella calda estate del risiko bancario, si consumo’ la ‘rottura’ dei rapporti con Fazio, “dopo il 24-25 luglio 2005″, quando Fiorani prima viene invitato a una cena a casa del governatore e poi sconsigliato ad andare dal senatore Grillo. Infine, si e’ parlato degli allarmi registrati nel corso delle indagini tra alcuni protagonisti della vicenda sulla possibilita’ di essere intercettati. Fiorani ha ricordato di aver ricevuto vari avvisi, tra i quali quello riferitogli da Antonio Fazio, il quale avrebbe saputo da “Paolo Cirino Pomicino, informato da fonti dei servizi segreti romani,che alcuni telefoni erano intercercettati”. (AGI) Cli/Car