SANITA’: SU ‘NATURE’ STUDIO RICERCATORI BOLOGNESI SUL DNA

(AGI) – Bologna, 22 feb. – Immortalato per la prima volta il ’serrate i ranghi’ della molecola guardiano del Dna. Scienziati italiani sono infatti riusciti nell’impresa inedita di ‘fotografare’, tramite potenti microscopi a scansione, la ‘danza di guerra’ delle molecole di guanina: il modo cioe’ in cui queste si ridispongono, passando dall’assetto allungato, in ‘fila indiana’, a quello compatto a ‘testuggine’ difensiva, in gruppi di quattro.

E’ proprio questo il meccanismo molecolare – spiega Gian Piero Spada, dell’Universita’ di Bologna – cui si deve la protezione delle informazioni genetiche custodite nei cromosomi. La guanina e’ infatti il principale componente dei telomeri: le estremita’ dei filamenti di Dna che arricciandosi su se stesse lo proteggono, a mo’ di cappucci, dalle aggressioni esterne. Ed e’ proprio la disposizione a testuggine della guanina a consentire l’arricciamento, continua Spada, che ha coordinato la ricerca insieme a Paolo Samori’, dell’Universita’ di Strasburgo, ex studente e ricercatore a Bologna. Il loro lavoro e’ finito sotto i riflettori dell’ultimo numero di Nature, ed e’ in via di pubblicazione, con tanto di copertina, su Angewandte Chemie, una delle riviste di chimica piu’ autorevoli al mondo. I telomeri – spiega una nota dell’Universita’ di Bologna – sono considerati cosi’ importanti che l’ultimo premio Nobel per la medicina e’ andato proprio agli studiosi americani che ne scoprirono la funzione. La guanina sembra infatti giocare un ruolo centrale sia nell’invecchiamento cellulare sia nella’immortalita’ delle cellule tumorali. Ogni volta che una cellula si riproduce infatti, i telomeri del suo Dna normalmente si accorciano, e quando diventano troppo corti la cellula muore. Al contrario, in alcuni tumori, le cellule riescono a mantenere lunghi i propri telomeri, continuando cosi’ a riprodursi senza invecchiare. Conoscere meglio il meccanismo molecolare della guanina, apre quindi nuove prospettive nella ricerca medica contro i tumori e l’invecchiamento. (AGI) Mir/Red (Segue)