CYBERBULLISMO: VITTIMA IL 13,5% DEGLI STUDENTI SARDI
(AGI) – Cagliari, 9 feb. – Il 13,5% degli studenti sardi delle scuole medie e’ stato vittima di cyberbullismo (aggressioni tramite sms, mms, foto, videoclip, email, chat rooms, siti web) fenomeno che cresce leggermente nelle scuole superiori (13.6). Il dato, in linea con la casistica nazionale, e’ stato fornito questa mattina nel corso del seminario di approfondimento nella Giornata europea per la sicurezza in rete, organizzato dall’assessorato delle Politiche scolastiche del comune di Cagliari. I primi risultati, forniti dal servizio di consulenza su bullismo e cyberbullismo del Comune e dalla Provincia in collaborazione con gli esperti del master in criminologia clinica e psicologia giuridica, sono considerati non allarmanti rispetto a quanto accade all’estero. E’ pero’ in crescita il numero di coloro che dichiarano di aver fatto violenze on line almeno una volta negli ultimi mesi: si va dal 12% delle scuole secondarie di primo grado al 18% delle superiori.
“Il fenomeno – ha detto il questore di Cagliari, Salvatore Mulas – e’ monitorato dalle forze dell’ordine, in particolare dalla Polizia postale. L’impegno delle forze di polizia non puo’ pero’ sostituire la famiglia o la scuola. Siamo di fronte a genitori che magari non fanno giocare i figli con i soldatini o con giocattoli di plastica, ma poi mettono loro a disposizione cellulari, computer, giochi informatici anche violenti”.
Sulla stessa linea il comandante provinciale dei Carabinieri di Cagliari, Marco Sirimarco, che ha ricordato “il lavoro intenso nelle scuole e la sensibilita’ delle forze di polizia verso i giovani. Non si deve criminalizzare il web, l’informatica applicata alla conoscenza e’ una grande conquista. Ci vuole pero’ una guida precisa da parte della famiglia, spesso si e’ abbandonati di fronte a strumenti straordinari senza avere nessuna indicazione, nessuna protezione”.
Anche secondo Roberto Manca, ispettore capo della Polizia postale e delle comunicazioni, “il fenomeno non deve essere sottovalutato. I social network aiutano le relazioni sociali ma sono anche un vettore di bullismo. Si va dalla denigrazione di persone alla pubblicazione non autorizzata di foto, persino alla sostituzione di persone. Il cyberbullo, ha detto Manca, sfrutta la possibilita’ dell’anonimato, perche’ e’ quasi sicuro di non essere identificato”. (AGI) Cli/Sol/Cog