BRENDA: DOPO AGGRESSIONE ROMENI SPARIRONO CHIAVI DI CASA

(AGI) – Roma, 23 nov. – La banda di rumeni che l’8 novembre aggredi’ il trans Brenda si impossesso’ non solo di un telefonino cellulare Samsung ma anche di un mazzo di chiavi dell’appartamento di via Due Ponti. E’ la pista seguita dalla procura di Roma che sta indagando sulla morte in casa del trans. Per la verita’ gli inquirenti sono convinti che i mazzi di chiavi in origine fossero tre e che, quindi, visto che uno e’ stato recuperato nell’appartamento dove e’ stato trovato il cadavere di Brenda, all’appello ne mancherebbe ancora uno. Tra stasera e domani il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli dovrebbero conoscere gli esiti dei primi risultati tossicologici sulla salma (per capire se il trans aveva assunto medicinali o altre sostanze, anche velenose), e degli esami sul computer portatile. “Il computer sotto l’acqua e’ un dato interessante e importante”, si limitano a dire a piazzale Clodio aggiungendo che all’epoca della perquisizione gli investigatori erano interessati ad acquisire solo il cellulare pensando contenesse il video di Marrazzo: filmato che Brenda disse di aver distrutto. I pm hanno affidato alla polizia scientifica una serie di accertamenti chimici per capire come ha preso fuoco il trolley trovato davanti alla porta d’ingresso del monolocale. Gli inquirenti, che stanno ancora sentendo molti transessuali della zona per ricostruire le ultime ore di vita di Brenda, devono poi esaminare il cellulare Nokia, rinvenuto vicino al cadavere, e due schede telefoniche. (AGI)

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