POVERI: AUTO E CELLULARE PER SENTIRSI UGUALI AGLI ALTRI
(AGI) – Milano, 23 ott. – Un ritratto delle abitudini di consumo delle famiglie che vivono sotto la soglia di poverta’: e’ quanto emerge da una ricerca coordinata dal Centro per lo studio della moda e della produzione culturale dell’Universita’ Cattolica in collaborazione con le Universita’ di Milano, Bologna, Sassari e Trento. Il 62% possiede un’auto anche se acquistata con sacrificio, due famiglie su tre hanno il telefono cellulare, una ogni cinque un computer e in media spendono 27 euro al mese in abbigliamento. Quasi tutte hanno un tratto in comune: se scelgono determinati oggetti, abiti, arredi lo fanno per sentirsi uguali agli altri. Quattro i contesti regionali analizzati – Lombardia, Emilia Romagna, Sardegna e Trentino Alto Adige – da questo studio quanti-qualitativo mirato a superare il diffuso stereotipo secondo il quale le persone a basso reddito sarebbero escluse dalla possibilita’ di scegliere liberamente beni e pratiche della loro vita quotidiana. E se la soglia di poverta’ italiana individuata dall’Istat (dati 2006) e’ pari a 970 euro, l’indagine della Cattolica ha individuato valori specifici per ciascuna regione tenendo conto del diverso costo della vita: si va cosi’ dagli 822 euro mensili della Sardegna ai 1220 dell’Emilia Romagna, passando per i 1084 del Trentino Alto Adige e i 1199 della Lombardia. Combinando poi la soglia di poverta’ relativa con quella alimentare si ottiene una fotografia piu’ uniforme delle quattro regioni considerate, con un’incidenza che oscilla tra il 9,4% (Lombardia) e il 10,5% (Sardegna) contro il 4,7% e il 16,9% rilevati dalle stime ufficiali. (AGI)
Red/Car