(SCHEDA) NOZZE MICROSOFT/YAHOO, PARTE LA MAXI-SFIDA A GOOGLE

(AGI) – Roma, 29 lug. – In ballo c’e’ il business del futuro: piu’ di un miliardo di utilizzatori di Internet e quasi tre miliardi di utenti dei telefonini, destinati ad essere connessi al web, oltre ai clienti delle tv on demand anch’esse da collegare in rete. E’ questa la vera sfida in cui si giochera’ la leadership tecnologiaca dei prossimi 10-20 anni. Per circa un ventennio Microsoft ha tenuto in pugno il futuro tecnologico del mondo, inventando e gestendo, da padrone incontrastato, il comparto del software, cioe’ quei dischetti che fanno funzionare i computer. La Microsoft, a partire dai primi anni Ottanta, ha saputo trasformare i suoi programmi e in particolare Windows, cioe’ il sistema operativo che fa girare piu’ del 90% dei pc mondiali, in un prodotto di uso comune nelle case e negli uffici di tutto il pianeta. Ma da qualche anno questa incontestabile supremazia e’ messa in discussione da Google, un’azienda fondata nel 1998 da due studenti dell’universita’ di Stanford, Larry Page e Sergey Brin, due giovani e brillanti matematici, che hanno messo a punto tutta una serie di diavolerie tecnologiche in grado di far diventare i motori di ricerca su Internet un modello di business alternativo a quello di Microsoft, capace di far soldi a palate e di contendere al gruppo di Seattle la palma di leader tecnologico mondiale. In pratica il motore di ricerca di Google sta diventando per i prodotti collegati al web quello che i software della Microsoft sono per i computer.

Uno dei segreti del duo Page-Brin e’ legato alla recente introduzione dei siti Internet di nuova generazione, quelli che funzionano con le tecnologie Web 2.0, che rendono i dati, i video, gli audio e i testi inseriti in rete condivisibili da tutti e scaricabili gratuitamente. Grazie a queste nuove tecnologie i pacchetti software tradizionali, venduti da Microsoft, rischiano di diventare obsoleti, poiche’ gli utenti di Internet possono procurarsi senza pagare i programmi software che gli servono e in particolare quelli per l’office, che costituiscono uno dei business piu’ redditizi per la casa di Richmond. La Microsoft replica che questi pacchetti gratuiti ‘usa e getta’ non sono neanche lontanamente paragonabili ai suoi software a pagamento, progettati con cura e che hanno dietro anni di ricerche. Resta il fatto che si tratta di prodotti che non costano niente e che, per un utilizzo di routine, vanno spesso piu’ che bene. Ma la vera forza di Google, quella che ha reso il suo modello di business capace di insidiare veramente la supremazia di Microsoft, sono le sue entrate pubblicitarie, o meglio la sua capacita’ di fare profitti monetizzando, con la pubblicita’, il traffico di Internet. Microsoft continua a trarre il grosso dei suoi guadagni dalla vendita dei pacchetti software, mentre Google non vende i contenuti che fornisce attraverso il web, anzi garantisce la loro gratuita’ e trae vantaggio da essa, poiche’ piu’ la gente clicca e scarica dai suoi siti, piu’arrivano pubblicita’ e quindi soldi. (AGI)

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