ACQUA: ITALIANI SPENDONO DI PIU’ PER TABACCHI E TELEFONINI
(AGI)- Bari, 27 mag. – Secondo il Blue Book 2009 in Italia, “considerando un’utenza standard con consumo annuale di 200 mc (duecento mila litri di acqua) nel 2008 gli esborsi piu’ elevati sono stati registrati ad Agrigento (440 €/anno), seguita da Arezzo (410 €/anno), Pesaro e Urbino (409 €/anno). La spesa piu’ contenuta si e’ avuta a Milano (103 €/anno), Treviso e Isernia (rispettivamente con 108 e 109 €/anno). I motivi di queste differenze da 100 a 400 €/anno, dipendono da diversi fattori, in ogni caso il fattore territorio (approvvigionarsi di acqua, ad esempio, e’ piu’ agevole a Milano che ad Agrigento) svolge un ruolo determinante e sempre a Milano vi e’ una concentrazione di utenza (con relative economie di scala) che ha pochi equivalenti sul territorio nazionale”. Ad eccezione di Milano, secondo i dati forniti, “i 15 capoluoghi in coda alla classifica sono citta’ in ritardo su alcune disposizioni di legge. In pratica in queste 15 citta’, le tariffe applicate sono ancora quelle stabilite con Delibera Cipe n.131 del 19 dicembre 2002, mentre nelle altre si applica (correttamente) il cosiddetto “metodo normalizzato” che adegua le tariffe ai costi di gestione e agli investimenti. Ipotizzando sempre un consumo di 200 metri cubi di acqua all’anno, il 28% degli abitanti residenti nei comuni selezionati sostiene annualmente una spesa compresa fra 201 e 250 Euro. Invece, il 24% della popolazione del campione sopporta una spesa annua compresa fra 151 e 200 euro. Solo una quota estremamente contenuta della popolazione, pari al 4,6%, paga una bolletta annuale superiore ai 400 euro.(AGI)
Cli/Tib