STUPRI: VITTIMA VIOLENZA LUGLIO IN FOTO INDICA UN ALTRO ROMENO

(AGI) – Roma, 26 mar. – Il fatto che Gavrila non sia stato individuato in foto dalla ragazza puo’ non essere rilevante per chi indaga, visto che il romeno, probabilmente dalla faccia anonima (sue foto non sono state mai diffuse), non era stato riconosciuto neanche dalla vittima dello stupro della Caffarella. Quindi, l’altro giovane indicato dalla ragazza ventitreenne potrebbe non c’entrare nulla con la violenza di luglio. Il dna, comunque, fornira’ la risposta definitiva.

Le indagini della squadra mobile, guidata da Vittorio Rizzi, continuano anche su altri episodi per trovare punti di contatto, cosi’ come proseguono per identificare l’utilizzatore della scheda, un uomo di etnia rom che era solito far rispondere al telefono il bambino (il figlio adottivo di Gavrila) e una donna, sempre rom. Da quella scheda, intestata a un pregiudicato romeno, parti’, il 21 luglio, all’indomani dello stupro, una telefonata (alle 22 e 24 – zona via Ruga) fatta con il cellulare rubato alla vittima. Dal momento che non era stato possibile fare delle scremature in merito alle responsabilita’ dei vari personaggi coinvolti gli investigatori decisero di intercettare tutte le conversazioni, arrivando appunto al bambino. Lo stesso numero, inoltre, venne lasciato come recapito dalla madre del ragazzino, il 24 settembre scorso, per l’iscrizione a scuola. Quanto all’altra utenza, con cui il cellulare e’ stato usato dal giorno successivo allo stupro, dal tabulato risultano quattro telefonate effettuate il 21 luglio (16.53; 16.55; 18.19 – sempre zona via Ruga – e 22.24). (AGI)

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