BRACCONAGGIO: LAC, SI VIETI COMMERCIO RICHIAMI ACUSTICI

(AGI) – Roma, 31 ott. – Dilaga in tutta Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, “la caccia di frodo agli uccelli migratori, abbattuti da appostamenti nei quali i bracconieri attirano le prede con l’ausilio di micro-registratori che riproducono il canto di specie cacciabili e protette, collegati a casse di amplificazione del suono”. La denuncia arriva dalla Lega Abolizione caccia che sottolinea: “i micidiali strumenti sono particolarmente utilizzati in Provincia di Brescia, nel Delta del Po, in Campania, Puglia, Sicilia, Veneto, nelle piccole isole tirreniche, in Toscana e in Calabria, ma diffusi anche nel resto d’Italia”.

La Lega ricorda che “questa forma di bracconaggio e’ esplicitamente vietata dalla normativa statale sulla caccia”; che prevede un ammenda di competenza del giudice penale sino ad un massimo di 1500 euro per l’utilizzo di richiami acustici a funzionamento elettromagnetico durante l’attivita’ venatoria. “Nel 1997 la Corte di Cassazione ha qualificato come reato anche il mero possesso di questi dispositivi sui luoghi di caccia, pur se momentaneamente non in funzione. Ma mai come nel 2008 vi sono stati da parte degli organi di vigilanza venatoria (Polizie Provinciali, Corpo Forestale, guardie venatorie volontarie delle associazioni ambientaliste) cosi’ tanti sequestri giudiziari di dispositivi (commercializzati con modelli sempre piu’ sofisticati, ad es. muniti di radiocomando di accensione a distanza, o camuffati da cellulari, per sviare i possibili controlli negli appostamenti di caccia). Centinaia, da due mesi a questa parte, i sequestri di richiami elettoacustici assieme a migliaia di esemplari di piccoli uccelli protetti abbattuti”. E’ “colpa dell’incongruenza dei divieti – affermano alla LAC – ‘l’impiego di questi dispositivi e’ micidiale nell’attirare illegalmente le prede verso i capanni di caccia da dove vengono presi a fucilate in gran quantita’ ; il loro impiego e’ vietatissimo e comporta anche il sequestro delle armi e delle munizioni del cacciatore di frodo; ma nessuno si e’ mai premurato di vietarne anche il commercio” La Lega propone ai Ministeri competenti, Ambiente e Politiche Agricole in primis, di “prodigarsi per introdurre il divieto di commercio dei richiami elettroacustici radiocomandati, a cominciare dalle armerie e dai cataloghi specializzati di accessori per l’atttivita’ venatoria”. (AGI)

Red/Mao