MEREDITH: DIFESA SOLLECITO, SU ‘CONCORSO’ VUOTA TESI ACCUSA
(AGI) – Perugia, 29 ott. – “Credo di poter dire sin da ora in base ad una serie di elementi che emergono che un elemento della ricostruzione accusatoria che rimane vuoto di prove e’ proprio quello della conoscenza tra i 3″. Cosi’, dopo la lettura del provvedimento da parte del Gup Paolo Micheli, si era espressa ieri sera l’avvocato Giulia Bongiorno del collegio difensivo di Raffaele Sollecito. Effettivamente, scorrendo le fonti di prova elencate nel decreto di rinvio a giudizio emesso dopo oltre 11 ore di camera di consiglio contestualmente alla sentenza relativa al rito abbreviato, balza agli occhi la mancanza del testimone Hekuran Kokomani (l’elenco delle fonti di prova comprende verbali di sopraluogo, ispezione perquisizione e sequestro, atti relativi agli incidenti probatori, annotazioni di polizia giudiziaria, relazioni peritali, accertamenti compiuti sul traffico telefonico cellulare e dalla polizia scientifica, dichiarazioni rese da persone sentite dagli inquirenti, scritti, dichiarazioni spontanee ed interrogatori degli imputati, fino alla deposizione resa in udienza preliminare dalla biologa Stefanoni – n.d.r.). L’albanese, sentito 2 volte dagli inquirenti, aveva asserito di avere visto insieme i tre imputati la sera del delitto davanti alla casa e con atteggiamento quanto meno ’sospetto’ (Amanda avrebbe impugnato un coltello) ed era stato presentato dall’accusa come un elemento chiave. Su tale circostanza la valutazione della difesa di Sollecito, pensando al processo che si andra’ ad aprire il 4 dicembre prossimo, fin da ieri sera e’ stata ottimistica “su questo ci sentiamo di dire che l’esclusione di Kokomani e’ un punto a nostro favore – ha detto la Bongiorno – era scritto che l’unico elemento che dimostrava la conoscenza tra i 3 era Kokomani, pertanto si assumeva come soggetto che avrebbe dovuto dare una prova importante, un testimone cosi’ importante che addirittura viene sentito in abbreviato, ritenuto decisivo per l’udienza preliminare, scompare dalle fonti di prova”. (AGI)
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