SANITA’: SISSA TRIESTE, STUDIO PER LIMITARE LESIONI SPINALI
(AGI) – Trieste, 26 giu – I recenti progressi delle neuroscienze applicate alle patologie del sistema nervoso sono stati possibili mediante l’identificazione di geni e proteine coinvolte in varie malattie neurologiche: per questo approccio e’ fondamentale disporre di validi modelli in vitro in cui si possono riprodurre le condizioni patologiche osservate in vivo per studiarne in dettaglio i meccanismi coinvolti’.'Nel caso delle lesioni spinali – continua Nistri – non si disponeva finora di un modello in vitro, probabilmente per la complessita’ degli eventi che si susseguono alla lesione e per la difficolta’ di monitorare l’evoluzione della lesione nei confronti di molteplici reti neuronali che gestiscono la locomozione, i riflessi sensoriali e le vie di comunicazione fra cervello e midollo spinale. Con il lavoro sperimentale che si e’ svolto nell’arco di tre anni, i ricercatori della Sissa, utilizzando un metodo multidisciplinare, sono riusciti a mettere a punto una tecnica che permette di produrre lesioni spinali di graduabile entita’ con variabile coinvolgimento delle reti locomotorie in vitro. Il metodo si basa essenzialmente sull’applicazione, a un preparato in vitro di midollo spinale, di una serie di sostanze tossiche che si ritiene siano prodotte nel midollo spinale a seguito della lesione. Somministrando la miscela tossica al preparato di midollo e impiegando tecniche di elettrofisiologia e immunocitochimica, i ricercatori hanno verificato il diverso contributo di queste sostanze alla formazione della lesione. ½Il modello elaborato ha permesso di evidenziare quali sono le cellule maggiormente danneggiate dagli eventi tossici© commenta Giuliano Taccola, la cui partecipazione al congresso di Montreal e’ supportata dall’Associazione Tetraplegici del Friuli Venezia Giulia. ‘Pensando a scenari futuri della ricerca – prosegue Nistri – possiamo ipotizzare e auspicare che, conoscendo le sostanze che determinano il danno e i loro bersagli cellulari, sara’ possibile sviluppare una farmacologia per contrastare i fattori tossici. Quindi predisporre interventi farmacologici subito dopo il trauma. Al momento e’ solo uno scenario, ma crediamo nel progresso della nostra linea di ricerca”. Sviluppi futuri resi possibili dal nuovo modello sperimentale saranno la valutazione della progressione di lesioni spinali molto circoscritte e l’identificazione delle possibili conseguenze a distanza. Saranno inoltre messi a punto nuovi test farmacologici per sperimentare l’impiego di nuovi farmaci per limitare l’estensione e la gravita’ delle lesioni spinali. (AGI)
Cli/Ts/Ale