INFANZIA: RAPPORTO SU ABUSI CASCHI BLU E OPERATORI UMANITARI
(AGI) – Roma, 27 mag. – Caschi blu e operatori umanitari da salvatori a carnefici. La denuncia arriva dall’ultimo rapporto di Save the Children, che sottolinea come gli abusi sessuali su minori da parte delle forze di pace Onu e degli operatori umanitari siano “un fenomeno sommerso e sottostimato”. Con il rapporto ‘Nessuno a cui dirlo’, l’organizzazione ha esortato le agenzie internazionali ad adottare “precise misure” per fare fronte al problema. Il documento rivela che i casi di abusi e sfruttamento sessuale da parte soprattutto delle forze di peacekeeping continuano a verificarsi in Paesi in emergenza e sono poco documentati. Complice, la paura delle vittime di denunciare i propri aguzzini. La ricerca segue di due anni uno studio analogo condotto in Liberia da Save the Children. “Nonostante le recenti dichiarazioni di impegno a risolvere il problema da parte dei governi e delle organizzazioni internazionali”, ha commentato Valerio Neri, direttore generale dell’organizzazione, “il rapporto documenta come abusi nei confronti di minori continuino in Paesi e aree in emergenza”. E’ necessario fare molto di piu’, ha aggiunto Neri, “affinche’ i bambini non continuino a soffrire in silenzio e siano invece incoraggiati e aiutatati a denunciare quanto subito”. I bambini intervistati hanno raccontato di temere ritorsioni da parte di chi ha abusato di loro. “Tutto questo ci lascia intendere”, ha osservato il direttore generale di Save the Children, “che per ogni abuso identificato ce ne sono probabilmente molti che rimangono nascosti e sconosciuti”.
Il rapporto fornisce anche un identikit delle vittime: prevalentemente orfani, o separati dai genitori, o con famiglie che dipendono interamente dagli aiuti umanitari. Le bambine abusate di piu’ dei maschi, e l’eta’ media e’ di 14-15 anni, anche se il documento attesta di abusi ai danni di bambini di 6 anni. Numerose le forme di abuso descritte dagli intervistati: le piu’ frequenti sono quelli “verbali” (sono testimoniati dal 65% degli intervistati e partecipanti ai 38 focus di gruppo di Save th Children); segue il sesso “coatto” (secondo il 55% degli intervistati), a cui i minori sono indotti in cambio di cibo, soldi, sapone, in rari casi di beni “di lusso” come il cellulare. Frequenti anche le molestie (attestate dal 55% degli intervistati). (AGI)
Com/Gav (Segue)