SALUTE: ARRIVANO BISTURI ‘GENTILE’ E NASCONDI CICATRICI

(AGI) – Roma, 26 feb. – Per mantenere la pressione costante e diffusa sulla ferita si utilizzano materiali di medicazione di varia natura, con funzione di filler-riempimento, che possono essere in schiuma di poliuretano o in garza antimicrobica. La terapia può essere inoltre attivata sia per pazienti seguiti a domicilio che ospedalizzati, utilizzando dispositivi sia fissi sia portatili. La NPWT gioca un ruolo fondamentale anche nella stimolazione del processo di guarigione attraverso un effetto diretto sull’attività cellulare.

Ma al congresso si parlera’ anche del ’sostituto’ della pelle. Si tratta di un fiore all’occhiello della ricerca made in Italy per la cura delle ulcere croniche, approvato dalla Food and Drug Administration (FDA). E’ un tessuto ottenuto da fibre di acido ialuronico, che attraverso il rilascio prolungato di questa sostanza attiva nel sito di impiego favorisce il richiamo cellulare e, di conseguenza, la rigenerazione naturale dei tessuti. A contatto con la ferita, le fibre tridimensionali di acido ialuronico che costituiscono Hyalomatrix formano una vera e propria impalcatura (scaffold) che accelera la migrazione delle cellule coinvolte nei processi riparativi dermici favorendo, oltre alla loro proliferazione in modo fisiologico anche l’orientamento dei tessuti, ottenendo un processo riparativo che salvaguarda la qualità della pelle. Al contempo, si consente il graduale assorbimento dello scaffold.

Quello delle ulcere, delle ferite difficili e delle cicatrici patologiche e’ un problema antico come il mondo, purtroppo in costante aumento per l’invecchiamento della popolazione che oggi è possibile affrontare con presidi e strumentazioni high-tech, in centri specializzati come a casa.

“Le ferite si possono medicare con acqua e sapone – afferma il professor Nicolò Scuderi, presidente del Congresso che quest’anno vede rispetto alla prima edizione un incremento del 50% nel numero degli iscritti, delle aziende partecipanti e dei relatori – oppure con medicazioni tecnologiche, sicuramente più costose all’inizio ma in grado di portare a guarigione in tempi più rapidi e con minor carico di sofferenza per il paziente e chi lo assiste”.(AGI)

Red/Ddd