STUDIO GB, ARRIVA LA TECNODIPENDENZA DA CELLULARI E PALMARI

(AGI) – Londra, 20 feb. – Segliarsi nel cuore della notte per controllare gli sms o smanettare in continuazione con il Blackberry per controllare la posta elettronica non e’ un vezzo, ma un vizio. E’ arrivata la tecnodipendenza: uno studio britannico ha concluso che cellulari e palmari danno assuefazione e non e’ un disturbo ’salutare’ per il lavoro. Secondo i ricercatori della Northampton University la tecnodipendenza fa sentire perennemente ‘on line’ e finisce per alterare i rapporti sociali e mette a rischio la stabilita’ familiare. Da qui all’ansia e ai malesseri fisici il passo e’ breve, ha detto Nada kakabadse, capo della squadra che ha preso in esame 360 casi. Un terzo del campione e’ risultato dipendente dal proprio cellulare, palmare o Blackberry e spesso lo e’ diventato senza neppure rendersene conto. “Siamo creature abitudinarie e possiamo assuefarci alle cose piu’ disparate” ha aggiunto Kakabadse, “per via di Internet la tecnologia e’ diventata un fenomeno interessante negli ultimi 10 anni e piu’ e’ semplice e portatile, piu’ e’ accessibile. E’ sorprendente scoprire quanta gente dorme con il cellulare o il palmare sul comodino”.

I ‘tecnotossici’ si svegliano due o tre volte a notte per controllare i messaggi e la posta elettronica. Nelle fasi iniziali della dipendenza i lavoratori diventano molto produttivi perche’ rispondono immediatamente agli stimoli, ma alla lunga le conseguenze possono essere serie. “Alcuni diventano ansiosi se non hanno i loro tecnogingilli a portata di mano” ha detto Kakabadse, “allora cominciano i problemi con il datore i lavoro e si trascorre sempre piu’ tempo a controllare i messaggi”.

Ora la Kakabadse studiera’ quanto diffuso e’ il fenomeno, e per questo non si e’ ancora sbilanciata a suggerire di far scrivere sulle scocche dei telefonini moniti come quelli obbligatori sui pacchetti di sigarette. “Anche se” ha avvertito, “quando la dipendenza diventa evidente e’ spesso troppo tardi”. (AGI)

Uba