LINGUA ITALIANA: GIFFONI FESTIVAL, I GIOVANI LA DIMENTICANO
(AGI) – Roma, 26 mag. – I nostri ragazzi stanno disimparando ad usare l’italiano. L’allarme non e’ frutto di una percezione diffusa tra la gente, ma il risultato preoccupante di una dettagliata indagine sulla comunicazione e il linguaggio dei giovani affidata dal Giffoni Film Festival al ricercatore Giuseppe Vitolo, esperto in ricerca linguistica e responsabile del dipartimento Studi e Ricerca del GFF, il piu’ importante festival in assoluto dedicato al cinema per ragazzi. Vitolo ha indagato “al microscopio” i giovani giurati che hanno partecipato alla scorsa edizione della rassegna, un campione di 1.600 studenti provenienti da circa 30 nazioni. I dati completi dello studio verranno divulgati nel corso della prossima edizione del Festival e saranno consegnati al Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni.
Qualche anticipazione fornisce comunque un panorama desolante dello “stato di salute” dell’italiano scritto e orale dei ragazzi. Differenze notevoli si evidenziano tra nord e sud Italia; i giovani del Mezzogiorno, infatti, fanno largo uso di contaminazioni dialettali e gerghi e sbagliano spesso l’uso del verbo ausiliare. In generale emerge la preoccupante presenza di numerosi “spazi vuoti” nella comunicazione orale. Come se pensiero e parola viaggiassero contemporaneamente danneggiando la capacita’ di formulare frasi dotate di una costruzione interna logica. Un parlato molto frammentario, ricchissimo di intercalari tipo “cioe’”, “niente”, “allora” e di continui ripensamenti e correzioni. Non va meglio riguardo all’italiano scritto: i questionari hanno evidenziato una preoccupante analogia tra le forme scritte e, purtroppo, quelle parlate. In piu’ si notano frequenti processi di semplificazione delle frasi e delle parole che derivano dal linguaggio degli sms dei telefonini: ad esempio “K” che sostituisce “CH” e “X” che sta al posto di “PER”.
“Tutto cio’ – afferma Vitolo – deve far riflettere sulla carenza dei metodi didattici previsti dall’attuale ordinamento scolastico. Siamo nel periodo degli esami, ed e’ tempo che la scuola valuti sia la necessita’ di elaborare nuove strategie d’insegnamento, volte a colmare le lacune, sia di porre rimedio alle inefficienze che attualmente deprimono il sistema scolastico italiano”. (AGI)
Cma