BIOTECNOLOGIE: NASCE CENTRO INTERDISCIPLINARE A PALERMO

(AGI) – Palermo, 17 apr. – Batteri per rigenerare i terreni devastati da discariche e idrocarburi, il “naso elettronico” per verificare la qualita’ dell’olio d’oliva, la produzione di cellule capaci di sconfiggere gravi malattie come il diabete di tipo 1. Sono alcuni campi di applicazione delle biotecnologie in Sicilia, presentati oggi in occasione della nascita del Centro interdipartimentale di biotecnologie applicate (Ciba), tenuto a battesimo allo Steri dal rettore dell’universita’ di Palermo Giuseppe Silvestri, dall’assessore provinciale alle Risorse energetiche, Raffaele Loddo, e dal direttore di Confindustria Palermo, Paolo Rizzuto. Obiettivo del Ciba e’ di convogliare le competenze interdisciplinari di chimici, ingegneri, fisici, medici, biologi, geologi e sviluppare idee e progetti nell’ambito delle biotecnologie applicate, a partire dalle ricerche gia’ in cantiere.
“I campi di applicazione sono innumerevoli. Si va dall’agroalimentare, alla lotta all’inquinamento delle acque e dei terreni, alla produzione di fonti energetiche rinnovabili”, – spiega Maria Letizia Vittorelli, direttore del Ciba, che intende “stimolare le imprese a rivolgersi a noi, per ottenere risposte alle loro richieste in questi settori”. L’operazione parte dagli studi che sono gia’ stati realizzati nei vari dipartimenti dell’Universita’ di Palermo e che in molti casi hanno gia’ raggiunto risultati. “Nel 2000 -riferisce Anna Maria Puglia, del dipartimento di Biologia cellulare e dello sviluppo- abbiamo piantato in alcune vasche chiuse della discarica di Bellolampo alcune leguminose legnose, ossia le ginestre. Queste piantine, con il supporto di batteri capaci di catturare l’azoto nell’aria e trasferirlo nel terreno, hanno rigenerato quell’ambiente, facendolo rifiorire. Con lo stesso sistema abbiamo ottenuto buoni risultati anche in Tunisia, per contrastare il fenomeno della desertificazione”.

Rap/Mzu (Segue)