RAPITO NEL PALERMITANO: TRA INDAGATI 75 CONTATTI COI CELLULARI
(AGI) – Palermo, 15 feb. – Telefonini ancora una volta determinanti nella ricostruzione di un crimine: e proprio l’uso dei cellulari personali ha costituito un indizio determinante nei confronti di Giuseppe Lo Biondo e Vincenzo Bommarito, ritenuti i responsabili del sequestro -culminato con la morte- del possidente Pietro Michele Licari, ritrovato cadavere nelle campagne fra Partinico e San Giuseppe Jato. I due indagati, annotano i carabinieri nei loro rapporti, nel periodo 1 gennaio-9 febbraio, si sono sentiti parecchie volte: prima delle 9 del mattino si telefonavano regolarmente per andare assieme al lavoro nelle campagne. Al di la’ di questo, tra i due c’erano stati solo otto contatti (quattro chiamate e quattro sms) nei primi tredici giorni dell’anno. Dal 14 al 16 gennaio, invece (il sequestro avviene il 13) i contatti diventano 44, 10 ‘in voce’ e 34 per sms. I contatti si diradano di nuovo dal 17 al 20 gennaio (sette in tutto) e diventano di nuovo intensi dal 21 al 23 gennaio 2007: sono in tutto 31, due in voce e 29 tramite sms.
Finite le telefonate alla famiglia del rapito, dal dal 24 gennaio al 9 febbraio ci sono solo 12 sms. “In pratica -scrivono i militari- nei due archi temporali di complessivi soli 6 giorni, ricavati a cavallo delle richieste di riscatto inoltrate alla famiglia da Lo Biondo Giuseppe, questi realizzava con Bommarito Vincenzo qualcosa come 75 complessivi contatti a fronte dei 27 posti in essere nei rimanenti 34 giorni che compongono il periodo analizzato”. E’ stato lo stesso Giuseppe Lo Biondo a dire di avere informato per sms Bommarito di quel che faceva dopo le telefonate alla famiglia di Licari. (AGI)
Cli/Rap