PROCESSO GATTI: IL NIPOTE, ECCO LA MIA VERITA’
(AGI) – Brescia, 29 gen. – Falsita’ – ha ribadito convinto Gatti – anche le rivelazioni del suo vicino di cella, che aveva detto di essere stato casualmente depositario di alcune confidenze compromettenti rilasciate dal 42enne. L’imputato dunque si sente al centro di un complotto che sarebbe stato ordito a suo danno. Ma da chi? “Non tocca a me indagare”, ha detto piu’ volte. Ha suggerito piste alternative da quelle intraprese dagli inquirenti, ha portato l’attenzione di continuo sulla vita movimentata e dinamicissima degli zii (”uscivano tutti giorni, andavano a ballare, ospitavano gente a casa, ma non non so chi frequentassero”) ma non ha mai indicato con chiarezza. Non ha svicolato, ma anzi, si e’ addirittura inferovorato, invece, quando si e’ trattato di dare spiegazioni sul perche’ di tutte quelle macchie di sangue e di materiale biologico riconducibili ai Donegani ritrovate in quantita’ sulla sua auto, nel suo garage, nel suo appartamento: “Non lo so, non me lo spiego. Fatto sta che io non c’entro nulla”, ha ripetuto alzando la voce. “C’e’ qualcosa di poco chiaro. Tanta gente in quei giorni e’ passata da casa mia per i sopralluoghi. E la notte del 7 agosto di ritorno da un interrogatorio dei carabinieri ho trovato le stecche del cancello divelte, la basculante aperta e la luce accesa in garage. Qualcuno era entrato”. Un complotto, dunque, lo avrebbe incastrato. Dal canto suo la difesa ha cercato di mettere in luce come Gatti da sempre si fosse mostrato collaborativo con gli inquirenti, cercando di giustificare perche’, nonostante il 2 agosto fosse stato lui a sottoscrivere la denuncia di scomparsa degli zii, non li avesse mai cercati sul cellulare. “Ci provava di continuo l’altro nipote, Michele, e mi diceva che la zia aveva sempre il telefono spento. Mi sembrava inutile”, ha spiegato con razionalita’. Prima del congedo, un tentativo anche di smontare un eventuale movente legato al desiderio di eredita’, condotto evidenziando che l’imputato disponeva di 200mila euro tra conto corrente e titoli, piu’ la casa di via Ugolini e una villetta in montagna, all’Aprica. Mercoledi’ tornera’ in aula per il controesame della difesa, in programma nel corso della dodicesima udienza. Poi sara’ la volte dei testimoni della difesa. (AGI)
Cli/Est