STAMINALI: MUSSI, RICERCA SI FARA’, MA CON REGOLE SEVERE
(AGI) – Roma, 29 gen. – Nel settimo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico dell’Unione europea non c’e’ un capitolo dedicato in particolare alle cellule staminali. Ma la ricerca si fara’, sia pure secondo regole severe e senza “nessuna manica larga”. E’ quanto assicura il ministro per l’Universita’ e Ricerca, Fabio Mussi, che ha partecipato alla presentazione del settimo programma quadro all’Accademia dei lincei. L’Italia, sottolinea Mussi, e’ tra i paesi piu’ avanzati al mondo per la ricerca sulle staminali adulte e “non intendiamo affatto diminuire il nostro peso in questo campo”. E poi, spiega, ci sono ricercatori che proseguono le indagini sulle linee cellulari embrionali dall’estero. Nel settimo programma quadro, sottolinea, “non esiste un finanziamento per la ricerca sulle staminali, ma esistono finanziamenti per progetti di ricerca sulle cause e la cura di malattie come la sclerosi multipla, il parkinson, l’alzheimer e altre ancora. Ovviamente singoli ricercatori o gruppi potranno fare domanda per progetti di cura secondo protocolli e procedure per avere finanziamenti”. In particolare per la ricerca sulle cellule staminali, prosegue Mussi, bisognera’ passare al vaglio di esami molto rigorosi da parte delle commissioni.
“Non ci sara’ nessuna manica larga. Sono regole, queste – chiarisce – figlie di un compromesso che si e’ potuto realizzare in Europa. Io ho semplicemente ritirato l’Italia da una minoranza di blocco che impediva ad altri paesi di fare ricerca nel campo delle staminali”.
A chiarire ulteriormente quanto previsto dal settimo programma quadro per quanto riguarda la ricerca sulle staminali, e’ anche il commissario europeo per la scienza e la ricerca, Janez Potocnik: “non sono previsti fondi per la ricerca sulle staminali – ribadisce – ma fondi per gli operatori sanitari. In altri termini – spiega Potocnik – non ci saranno nei bandi requisiti per l’utilizzo delle staminali ma solo espressioni che si richiameranno alla possibilita’ per i ricercatori di presentare le migliori soluzioni per la cura di determinate malattie. Stara’ poi ai singoli scienziati valutare se esistano altre possibilita’ per risolvere quei problemi. Se la valutazione scientifica risultera’ convincente seguira’ un’attenta valutazione etica e poi l’esame del comitato etico di ogni singolo stato. E’ una soluzione di compromesso”. (AGI)
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