PRIVACY: ADOC AL GARANTE,TUTELA ANCHE PER UTENTI DEI CELLULARI
(AGI) – Roma, 28 dic. – “Riteniamo positiva l’iniziativa del Garante volta a porre fine alle chiamate promozionali dei gestori telefonici. E’ una prassi scorretta che da sempre condanniamo e che anzi va combattuta in ogni ambito per evitare che il mercato finisca per aggredire il consumatore eludendo la legge”. Pero’ adesso il Garante per la privacy tuteli di piu’ anche gli utenti degli apparecchi mobili, anch’essi oggetto di telefonate-disturbo.
E’ questo il commento del presidente dell’Adoc, Carlo Pileri, ai nuovi interventi stabiliti dal Garante per la protezione dei dati personali per arginare il fenomeno delle chiamate promozionali da parte dei gestori telefonici. “E’ giusto inasprire le sanzioni amministrative – continua Pileri – fino al divieto del trattamento dei dati personali. Basti considerare, per avere la misura esatta del problema, che il 12% delle proteste che giungono all’Adoc, sono di persone che lamentano una violazione della propria privacy per mezzo del telefono fisso e mobile. Tra queste, molte rimarcano l’insistenza degli operatori rispetto ad un rifiuto, il ripetersi delle stesse chiamate anche a seguito di un rifiuto dell’offerta e gli orari sconvenienti delle chiamate stesse”.
A questo punto – continua il presidente dell’Adoc – ci si aspetta che i provvedimenti del Garante vengano estesi a tutti gli ambiti in cui una pubblicita’ non richiesta (non solo inerente offerte telefoniche/internet), venga proposta senza autorizzazione a un cittadino: sui telefonini, nella casella di posta elettronica, nella cassetta delle lettere.
“Nell’ultima riunione presso l’Autorita’ delle comunicazioni – ricorda Pileri – si e’ raggiunta un’intesa dopo mesi di inspiegabili rifiuti da parte dei gestori, per rendere noto al consumatore il codice e il nome dell’operatore che chiama, evitando i nomi di fantasia che eludevano la norma sulla trasparenza. E’ un passo importante che deve essere garantito – conclude Pileri – dalla visibilita’ del numero chiamante: come e’ possibile che i call center conoscano il nostro numero e lo usino mentre il loro continua a essere celato dietro la parola ‘privato’? La privacy non puo’ e non deve essere a senso unico”. (AGI)
Vic