PREZZI: CON EURO IMPENNATA DELLE SIGARETTE, GIU’ I TELEFONINI

(AGI) – Roma, 28 dic. – A quasi cinque anni dall’entrata in circolazione dell’euro le sigarette italiane (+54,2%), i prodotti di oreficeria (+52,6%) e i trasporti aerei (+45,5%) sono le voci che hanno subito gli incrementi di prezzo maggiori. Per contro, invece, quelli che hanno subito le contrazioni piu’ elevate sono state le apparecchiature telefoniche (-50,9%), gli apparecchi informatici (-46,6%) e quelli fotografici (-14,9%).
L’analisi, effettuata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre ha preso come riferimento i prodotti e servizi di largo consumo che, per effetto dell’euro, ma non solo, hanno avuto la variazione di prezzo piu’ elevata e quelli invece che contemporaneamente hanno registrato le diminuzioni piu’ consistenti. Il risultato e’ che nel periodo di tempo considerato e cioe’ dal 1 gennaio 2002 (messa in circolazione dell’euro come moneta corrente) all’ultimo rilevamento disponibile (novembre 2006) le sigarette italiane in assoluto hanno subito l’aumento di prezzo piu’ consistente (pari al +54,2%), subito dopo i prodotti di oreficeria (per loro l’aumento e’ stato del +52,6%) a seguire il prezzo dei trasporti aerei (+45,5%) poi i servizi di alloggio (+35,9%). Il tutto, pero’, a fronte di un aumento medio dell’inflazione dell’11,9%, delle retribuzioni lorde dell’8,1% del Pil (anche se si tratta di una stima) del 17,6%.
Meglio, invece, e’ andata per altre tipologie di prodotti e servizi, che dopo l’introduzione dell’euro sono scesi di prezzo. Tra questi in evidenza i cellulari con il -50,9%, seguiti dai computer con il -46,6%, le apparecchiature fotografiche e cinematografiche con il -14,9%, poi i medicinali che hanno fatto registrare un -13,8%.
“Da questa analisi – commenta il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi – emerge un dato molto significativo. Rispetto a qualche anno fa i prodotti alimentari e il vestiario in genere hanno registrato aumenti medi al di sotto del tasso di inflazione. Una dimostrazione che dopo un avvio sicuramente difficile per questi prodotti di largo consumo, gli aumenti si sono sgonfiati”. (AGI)
Red/Ant